[tra 5 mesi arrivo.]
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 23:58
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poker tra donne. tequila sale e limone. grigliata. odore di fumo. partita a calcio scalzi sulla sabbia bagnata. lotte per dormire comodi. grappa alla mela verde. sorrisi. risate. Voi.
Vi amo. Vi amo, cazzo.
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 20:28
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di nuovo tra Voi, dopo due settimane che mi sembravano lunghe come due anni.
non incrociarsi mai, come rette parallele, per un motivo o per un altro.
e di colpo, tutto il rancore è già lontano.
tutte le paure si affievoliscono, fino a sparire.
i sorrisi piano piano si allargano di nuovo sul viso.
le Nostre parole.
i Nostri silenzi.
anche quando il mare è in tempesta, Voi siete sempre il mio porto più sicuro.
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 17:41
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*_____________*
[mi è tornata la Burtonite acuta.
e anche la Johnnite. argh.]
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 20:09
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ci sono gruppi che un giorno ti entrano nel cuore e non ne escono più.
ci sono gruppi che aspetti di poter vedere per così tanto tempo che a volte te lo dimentichi e pensi che non succederà mai.
ci sono gruppi talmente storici e fondamentali che poi quando te li ritrovi davanti agli occhi è come se fosse tutto irreale, come un sogno.
Smashing Pumpkins. Billy Corgan.
mica il primo che capita, insomma.
uno dei pochi miracolati ad essere sopravvissuti all'ondata grunge degli anni '90, tanto geniale quanto autodistruttiva.
ed è lì, a pochi metri di distanza.
canzoni che sono impresse nel cuore, sotto pelle come tatuaggi.
singhiozzi che impediscono di cantare Tonight Tonight.
e poi Mayonaise, Ava Adore, Stand Inside Your Love, ed è meglio che mi fermi qua.
sono ancora qui a stropicciarmi gli occhi per cercare di capire se è stato solo un sogno o se è successo davvero.
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 22:56
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un altro anno se n'è andato, e io non me ne sono ancora accorta.
forse perchè con Voi è sempre una festa, ogni attimo è prezioso.
i Vostri sorrisi sono più splendenti dei fuochi d'artificio che illuminano il cielo nei primi minuti di questo nuovo anno.
programmi, buoni propositi. no grazie.
l'unico mio desiderio per questo nuovo anno è di averVi ancora e ancora al mio fianco.
di poter ridere ancora con Voi.
di poterVi abbracciare, ancora e ancora, per altri 365 giorni.
è il primo anno in cui apprezzo veramente il natale.
ed è tutto grazie a Voi.
una vigilia così terribilmente bella la si può solo sognare.
e invece è tutto reale.
e mi sento così dannatamente fortunata, in mezzo a Voi.
la tavola imbandita, le bottiglie che si svuotano, i piatti che si riempiono.
e non si riesce ad aspettare la mezzanotte per scartare i regali.
risate e ancora risate per le cose assurde che ci stiamo regalando.
coriandoli dappertutto, sembra capodanno.
e solo sorrisi, intorno a me.
siete il più bel regalo di natale che si possa desiderare.
perchè con Voi, ogni giorno è natale.
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 13:26
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atarassia assoluta.
non so se sia una forma di autodifesa o semplice indifferenza.
fatto sta che oggi un po' schifo mi faccio.
un'altra data da cancellare dal calendario.
un'altra persona amata che se ne va.
e io vorrei solo sentire qualcosa. qualunque cosa.
[16 dicembre 2007 r.i.p.]
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 23:50
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vecchie ferite che si riaprono.
nodi che tornano a stringere la gola.
[non di nuovo, per favore, non di nuovo.]
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 19:33
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i giorni passano e io non me ne accorgo neanche.
l'inverno sta arrivando e la mia metereopatia diventa sempre più insostenibile.
sfoglio pagine scritte un anno fa, e mi sale un nodo alla gola.
ma sorrido.
allora è vero che tutti hanno una seconda chance.
tutto è cambiato, o quasi.
qualcosa si logora, qualcos'altro si rafforza.
ma il bisogno continuo di conferme c'è sempre.
è come se stessi camminando su un filo sottilissimo.
sempre in bilico.
flashback di qualche sabato fa.
Tu, che in mezzo ai tuoi deliri mi stringi fino a farmi male, mi cerchi.
e io che sarei rimasta lì, al buio, in silenzio, tutta la notte.
e poi tutto torna alla normalità.
e noi ripiombiamo nei nostri silenzi pesanti.
after years of waiting
nothing came
and you realize you're looking,
looking in the wrong place
mi manca già, e lo conosco appena.
ogni suo gesto mi fa già vacillare.
mi è bastato un niente, e già è nei miei pensieri.
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 15:10
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tre giorni perfetti.
un weekend perfetto, in mezzo alle nostre strade e alle nostre piazze.
luci e colori e suoni. profumi e sapori.
nelle mie orecchie note che mi rimandano a Voi.
non avrei mai pensato che potessero esistere persone così in questo mondo.
così semplicemente perfette, in tutto e per tutto.
con Voi sono libera, libera di essere ciò che voglio.
e ciò che voglio essere è una parte di Voi, ora e per sempre. nient'altro.
perchè con Voi per la prima volta so cosa vuol dire amare qualcuno.
un amore immenso e incondizionato.
siete la cosa più bella che poteva capitarmi, amici miei.
e davvero non so come farei senza di Voi.
pochi giorni passati in riva al mare, quest'estate. la mente mi riporta inesorabilmente a 365 giorni fa, giorno più giorno meno. 10 giorni di assoluta perfezione, calpestando terra greca e nuotando nel mar egeo.
ma i ricordi non sono fotografie, se ne vanno da sè.
ma questi ricordi no. sono indelebili, come cicatrici sulla pelle. come un tatuaggio.
e Voi siete ancora qui, al mio fianco. anche se in modo diverso, siete ancora qui.
e io conto ancora i giorni che mi separano dalla prossima festa. lo sto facendo dal primo giorno che vi ho incontrato.
gente che va, gente che viene.
qualcuno si è perso per strada, ma alla fine siamo sempre Noi.
c'è qualcosa in meno, forse. ma io preferisco vederla come un cambiamento. un'evoluzione naturale delle cose.
tante cose sono successe in questi mesi di silenzio.
Daft Punk, Parigi, compleanni, feste, Pisa.
e voi siete una costante. siete la mia costante.
love is what you giving me throughout the years,
every time you need me I will be there my dear,
I swear...
"Perchè? Perchè mi sono innamorata di te, esattamente di te e non di qualsiasi altro? Questa domanda devono farsela tutti gli innamorati. All'improvviso, alla certezza spensierata delle prime settimane, dei primi mesi, questa domanda compare. Ed è un momento pericoloso. Perchè proprio lei - o lui -, quale gesto, sguardo, movimento, quale parola, quale assonanza, eco?"
me lo chiedo sempre più spesso, ultimamente. e non trovo un motivo valido, un motivo che non rimandi all'idea che ho di Te. idealizzare, idealizzare e ancora idealizzare. non so fare altro.
a volte mi chiedo se Tu sia davvero così bello come penso che Tu sia. così perfetto.
ma la perfezione non esiste.
"Forse, mi sono innamorata di te perchè sono io ad averti inventato."
già, forse è così. ma allora perchè sono ancora qui a impazzirci sopra, a questa invenzione? non posso semplicemente convincermi del contrario?
sono in un punto morto. davanti a me un bivio.
lasciar perdere tutto, o dirti tutto.
non sarà facile decidere. non sarà affatto facile.
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 20:16
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"La natura ci offre lo stato di sogno, che dà al nostro corpo e al nostro spirito la libertà di cui esso ha un bisogno imperativo. La natura pare sia stata troppo generosa, creando per gli individui troppo impazienti o troppo deboli il rifugio della follia, che li protegge dall'atmosfera soffocante del mondo attuale. La grande forza difensiva è l'amore, che dischiude agli amanti un mondo fatto esattamente su misura per loro e che è difeso mirabilmente dall'isolamento."
Renè Magritte.
[non ho perso le parole, no. le ho solo accantonate per un po'. I'll be back, as soon as I can.]
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 22:45
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e un altro anno è passato. scivolato via. e non cambierei niente, niente. il primo giorno dell'anno, con loro, a Bologna. ridere tutto il giorno, ininterrottamente, con Venus in Furs in sottofondo per 6 ore di fila. il concerto dei Foo Fighters, sempre con loro. le giornate qui, con lei. le cene fuori, le serate alcoliche, i pomeriggi in biblioteca, i giri in macchina senza meta. Praga, con loro. il Ponte Carlo, quell'ultima sera, e noi tutti assieme a cantare. e poi, Loro. un raggio di sole abbagliante, dopo il buio creato da lui. lui che appariva e spariva a suo piacimento. Loro, che hanno sconvolto la mia vita, illuminata. da un giorno all'altro, un fulmine a ciel sereno. le prime sere, timide. le mie poche parole che aumentavano sempre di più col passare dei giorni, mentre il sorriso sulla faccia si allargava senza fermarsi. ogni giorno assieme, ogni singolo giorno. Tu. scoprire giorno dopo giorno di sentire qualcosa di forte per Te, troppo forte per essere semplice amicizia. e scoprirlo così, quasi per caso. il mio compleanno sulla spiaggia, tutte le notti al mare, i deliri, il Sunsplash. e poi, la Grecia. i giri in scooter, con i capelli al vento, il sapore di sale sulla pelle, il sole che brucia. la prima notte, in traghetto, tutti insieme a ridere e fare casino e delirare con giochi alcolici assurdi. ogni istante di quella settimana è una gemma preziosa, come Voi. e anche nonostante gli ultimi mesi, con i litigi e l'indifferenza, con lo sgretolarsi lento di tutto e la voragine che si apre sempre di più tra noi, sono ancora convinta che Voi siate la cosa più bella che poteva capitarmi. che altro ricordare, in quest'anno? tante, troppe cose. il concerto dei Muse, e tutte le emozioni, così forti da stordirmi. la parte di me che è ancora in mezzo alla folla, che è ancora rimasta in quel giorno in cui il tempo si è fermato. gli esami di maturità. mettere una pietra sopra al liceo, finalmente. l'università, a Trieste e non a Bologna, solo perchè non sono riuscita a lasciarVi, perchè avevo troppo da perdere, e per una volta che avevo tra le mani qualcosa di davvero bello avevo troppa paura di lasciare la presa. le compagne di corso, gente nuova, sorrisi, risate. su e giù con il treno. cercarTi davanti al bar, ogni mattina. ogni. mattina. sicuramente di quest'anno mi resterà il ricordo di Te, i pensieri di speranza che non si sono mai affievoliti. la speranza di costruire qualcosa di bello, prima o poi, con Te.
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 17:39
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perchè? perchè sento sempre quel brivido, quando mi sfiori? Tu, alticcio come al solito. ci scambiamo l'ultimo saluto prima della vostra partenza. la voragine ormai è così profonda che non ne vedo la fine. mi abbracci e mi stringi, fino a sollevarmi da terra. perchè? perchè lo fai? io metto il broncio e tu vuoi che sorrida. ma come faccio? sarà terribile non iniziare l'anno con Te. giochi con la mia cuffia. "ma dai, sembro un elfo." e Tu "beh ma le elfe donne sono fighe". già, ma io no. non sono niente per Te. e dovrei finirla di aggrapparmi a queste parole e a questi gesti alcolici. non porteranno a niente, mai.
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 15:51
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a Natale si è tutti più buoni. [o più stronzi?]
mah, mi è anche passata la voglia di scrivere.
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 16:36
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Ci provo. Faccio un tentativo di mettere nero su bianco tutto ciò che ho provato. Ma come si fa? Come si fa a riassumere a parole un'emozione così? Non ci sono neanche, le parole adatte. Bisognerebbe inventarle. L'amaro brucia ancora in gola per non aver bissato. Perché io sì, l’avrei fatto. Avrei rischiato il tutto e per tutto, solo per vederli di nuovo. Se qualcuno non me lo avesse impedito, l’avrei fatto eccome. E adesso invece sono qui, e non ho nemmeno il coraggio di premere play sul lettore. So bene che ascoltare qualcosa di diverso da Loro sarebbe una perdita di tempo, ma so anche che non ce la farei ad ascoltare Loro. Ci ho provato, giuro. Ma che diavolo hanno di così speciale per farmi sentire così? Questo è amore incondizionato, è come essere allo specchio. Loro sono me. Sono le mie mani, le mie gambe, la mia bocca, i miei occhi. Sono tutt’uno con me, e non so come sia potuto succedere, ma mai, mai prima d’ora la musica mi aveva fatto sentire così. Prima di loro, nessuno mai.
Non mi è rimasto molto, dopo il concerto. Mi ha letteralmente svuotato. Mi ricordo ben poco, e i ricordi non sono neanche troppo nitidi. Sfocati, come visti attraverso un vetro appannato. Mi ricordo che quando si sono spente le luci mi sembrava di morire. Ho pensato che no, non poteva essere vero che dopo pochi istanti li avrei avuti davanti ai miei occhi, in carne ed ossa. E poi quel microfono, il Suo microfono, esattamente di fronte a me. Quando è uscito dal buio ho pensato di stare sognando. Tutto vestito di rosso, sembrava quasi finto. Ha iniziato a cantare sorridendo, e da quel momento, per quanto mi sforzassi di osservare tutto il palco, ho avuto occhi solo per lui.
Map of the Problematique. Non ci credo che iniziano con lei. La mia preferita del nuovo album. Perfetta. E poi Butterflies&Hurricanes. Dio, non avrei mai immaginato che fosse così bella, magica. Il megaschermo regala le mani di Matt, che scorrono su quei tasti veloci ed esperte, come se volassero, e la musica fosse solo il rumore prodotto dall’aria. New Born, magica con il suo intro-carillon, che esplode con la sua chitarra graffiante, non prima che Matt abbia aspettato qualche secondo, per far salire l’adrenalina. City of Delusion praticamente neanche sentita per colpa del parterre e della security, entrambi impazziti. Però è stata magica, per quel poco che ho potuto sentire. Non ricordo con precisione l’ordine delle canzoni, ma posso dire di ricordare perfettamente l’intro di Bliss alla chitarra e poi il delirio, Supermassive Black Hole e il falsetto impeccabile di Matt, Starlight presentata da Matt con un italiano quasi perfetto, e le sue note così dolci. Plug in Baby che ha fatto impazzire tutti, ma che mi ha fatto un effetto totalmente diverso rispetto a tre anni fa, come se mi fosse scivolata addosso senza che me ne accorgessi, l’assolo di Hysteria che ha fatto impazzire me. La melodia malinconica della strumentale Forced In (che ben pochi conoscevano, immagino), che non avevo mai sentito dal vivo. Time is Running Out che mi ha catapultata indietro di tre anni, al concerto del 2003, quando l’ho cantata tutta, dall’inizio alla fine, a squarciagola. Take a Bow, terribilmente bella, onirica, quasi inquietante. Stockholm Syndrome, potente e malinconica allo stesso tempo, e quel “
this is the last time I’ll abandon you” con il quale ho chiuso gli occhi come se mi stessi trasportando altrove. Feeling Good. Quando ho sentito le prime note al piano non riuscivo a crederci che la stessero suonando davvero. Matt al megafono e istintivamente sorrido. Tutta al pianoforte. Tutta. E quando finisce Matt non si muove. Sentire degli arpeggi familiari, proprio quelli che fa di solito prima di lei. E capire. Sì, è Lei. Sunburn. Occhi lucidi che trattengono a fatica lacrime che alla fine scendono e non vogliono fermarsi. Dio mio quanto è terribilmente bella. E quella frase, così mia, “
now I’ll hide from the world behind a broken frame, and I’ll burn forever”. Continuare a piangere durante tutta Invincibile, così dolce, con le parole cambiate e sostituite da altre in italiano. E poi, il gran finale. Prima Hoodoo, che toglie il fiato, che fa venire i brividi, con quel pianoforte così struggente. E poi, finalmente, Knights of Cydonia, che nell’album non mi esalta mai così tanto e che invece dal vivo mi ha fatto uscire di senno. Sei minuti. Sei interminabili minuti di puro delirio. L’outro strumentale infinito, saltare, quasi volare, non capire più niente. E poi finisce tutto. Loro salutano e spariscono nel buio.
Ricordo il buon compleanno cantato a Chris, e lui timido che sorride facendo finta di niente, mentre Matt e Dom ci guardano ridendo e cantano anche loro. Mi ricordo i palloni bianchi durante Bliss che non volevano proprio esplodere. Quello rimasto sul palco, che faceva sembrare, dal mio punto di vista, che Matt ci stesse suonando il piano dentro. Mi ricordo il fumo sparato dal palco alla fine di tutto, dietro il quale sono scomparsi. Mi ricordo quando all’inizio è sceso il telone ed apparsa la scenografia stupenda, e io sono letteralmente uscita di testa. Perché eravate lì, eravate Voi.
Grandi assenti le Mie canzoni in assoluto. Ma forse è meglio così, non so se avrei retto. E sì, lo ammetto, invidio tutti quelli che le hanno sentite il giorno prima e che forse le sentiranno oggi, è proprio per quello che sarei venuta fino là. Solo per sentirle. Per sentire una parte di me, una parte molto grande.
Per Voi io farei una serie infinita di cose. Se solo potessi incontrarvi, avrei talmente tante cose da dirvi che forse non troverei nemmeno le parole. Forse però la parola è una sola: grazie. Di tutto. Davvero di tutto. Grazie per ogni nota e ogni parola. Per ogni respiro. Per ogni lacrima versata. Mi avete fatto vivere un sogno, e proprio come i sogni migliori, piano piano diventa sempre più confuso, sfocato. È finita la musica e mi sono svegliata, come se dal buio del vostro palcoscenico, quei riflettori accesi di colpo, che hanno illuminato tutto il palazzetto in un attimo, mi avessero svegliato proprio come qualcuno accende la luce della stanza in cui si è immersi in un sonno profondo. È come se avessi vissuto in un’altra dimensione, e prima di tornare sulla Terra fossi passata attraverso l’oblio. Ho solo pochi ricordi, che piano piano spariranno.
Il ricordo di Matt, soprattutto. Immenso. Non credo che ci sia una parola migliore per descriverlo. Fuori dal comune. Magico. Come nessun altro. E so che è ridicolo da dire, ma credo che per qualche istante i suoi occhi abbiano incrociato i miei. Mi ha guardato, sì, sorridendo. Per un attimo soltanto. Dio mio, è così dannatamente fantastico. Così vicino a me che potevo quasi toccarlo. Ma come il migliore dei sogni, è irraggiungibile. Sono sempre un passo indietro.
E direi che sì, questo è stato davvero il concerto più bello che io abbia mai visto. Perché l’ho aspettato tanto. Perché ero in prima fila nonostante la calca distruttiva del parterre. Perché per un’ora e mezza non ho fatto parte di questo mondo. Anche il dolore fisico è scomparso.
Gran parte di me è ancora lì, in mezzo alla folla. Forse ho lasciato là tutta me stessa. Mi avete rubato l’anima, e non so come fare per riaverla indietro. E so che i ricordi sbiadiranno ancora e ancora, ma di una cosa sono certa: quando eravate lì, l’ho vissuto tutto, quel fantastico sogno. Dalla prima all’ultima nota. Mi sono svegliata ormai, sì. Ma in quei momenti sono davvero diventata tutt’uno con Voi, tutt’uno con la musica, come aria profumata che porta con sé melodie eteree.

Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 22:59
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I feel my heart implode. implode, esplode. tutto insieme, tutto nello stesso momento, se Tu sei con me. torni sempre, senza neanche saperlo, in punta di piedi. come un battito d'ali che crea un uragano. Ti sceglierei tra mille altri, anche a occhi chiusi. sceglierei Te, e Te soltanto. e questo vuol dire solo una cosa. due parole, che non ho il coraggio di dirTi. che non ho il coraggio di dire nemmeno a me stessa, sottovoce. Ti donerei il mondo intero, lo sai? d'altronde, che me ne farei io, se avessi Te? sei come una mano stretta attorno al mio collo, che mi soffoca, dolcemente. mi hai legato le mani senza nemmeno accorgertene. Tu per me sei una necessità. sei come l'aria che si respira: senza si muore. e la mia è una lotta alla sopravvivenza, senza di Te. è come affogare in un mare profondissimo e vedere la superficie proprio sopra la testa, ma tendendo la mano verso l'alto non si sente mai l'asciutto. è un'agonia continua averti a fianco, aria mia, e non poterti respirare.
il treno corre veloce, ma fuori dal finestrino il paesaggio non cambia. mare, che si estende a perdita d'occhio, e l'ultima parte di sole ci si tuffa dentro. rosso intenso che diventa rosa e poi violetto. nuvole blu fanno sembrare l'acqua ancora più azzurra, quasi verde. sembra un mare tropicale, uno di quelli a strisce, che da verde acqua, man mano che l'occhio si perde verso l'orizzonte, diventano blu intenso. ci vorrebbe una fotografia, una di quelle da cartolina, che sembrano finte.
ecco, il colore dei tuoi occhi è proprio così: ha più sfumature. difficili da descrivere, e così facili da amare.
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 23:22
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l'aria era fredda, pungeva la pelle come piccoli aghi. profumo di sale. il mare si tingeva di rosso mentre il sole tramontava, in quel pomeriggio di inverno. senza guanti, le mani ormai gelide.
ho sentito una mano, calda, stringere la mia.
non ho avuto bisogno di voltarmi a guardare, sapevo già che eri Tu.
nessuna parola, occhi bassi. stringo più forte.
"come hai fatto a riconoscermi?"
"ho sentito che eri Tu. la tua mano, la riconoscerei tra mille."
nessuna parola, nessun rumore, solo le onde che si infrangono sugli scogli.
"e tu, come hai fatto a trovarmi?"
"ti piace osservare il mare. e poi, questo è il nostro posto."
"mah, non lo so... che senso ha fingere che sia nostro, quando non c'è più un Noi?"
forse il cielo sta tornando sereno, ancora una volta...
[grazie.]
queste note, che si spargono nell'aria in questa giornata solitaria, portano la mia mente a Voi. non c'è un momento della mia giornata in cui non pensi a Voi, a tutti quanti. a quanto mi mancate, adesso che qualcosa si è incrinato. adesso che non posso più dare niente per scontato. neanche Voi. Vi immagino fusi con queste note, flashback di quest'estate, tutti insieme.
Vi prego, non lasciatemi mai.
se perdo Voi, non mi resta più niente.
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 20:19
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dopo due anni, continui ancora ad affollare la mia mente, di tanto in tanto. quando passo davanti a quella stazione, non posso fare a meno di affacciarmi al finestrino a controllare se ci sei. e quando il treno riparte, non posso evitare di allungare lo sguardo per cercare di scorgere la tua casa. quando salivo quelle scale, dopo il buio sottopassaggio, tu eri sempre lì, in cima.
ad aspettarmi.

Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 11:42
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mi manchi come l'aria. mi manchi quando ti ho vicino e ancora di più quando sei lontano. affolli la mia mente, costantemente. vorrei poterti far sentire questa ansia che sento continuamente, da quando ho incrociato i tuoi occhi la prima volta. vorrei poterti far sentire quel brivido che scorre lento per la schiena quanto sento i tuoi occhi su di me, o la tua risata alle mie parole. quando qualche rara volta ti abbraccio prima di andarmene. vorrei che tu lo potessi sentire davvero, per capire come mi fai sentire.
you electrify my life...
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 20:28
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c'è una luna piena bellissima, stanotte. vorrei tanto poterla osservare con te. guardare i tuoi occhi brillare con il suo riflesso, e sentire la tua mano stretta nella mia.
lo vorrei davvero tanto.
[poche parole, ultimamente. davvero poche, perse nell'aria ormai fredda.]
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 00:29
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idiozia dilagante, in questi giorni. tra case perse per colpa delle mie innumerevoli paranoie, rifiuti da parte mia (incredibile!) a una persona solo perchè sono troppo cieca ora che ne inseguo un'altra (me ne pentirò? mah...), sms ricevuti estremamente fastidiosi e chi più ne ha più ne metta. anche lei me l'ha chiesto, cosa ti spinge a non arrenderti, con lui? la mia risposta (estremamente intelligente come al solito)? niente, semplicemente sono persa. ebbene sì, mi sa che sono arrivata al capolinea. magari sarà il caso di parlarne con il diretto interessato. ma no, figuriamoci, continuiamo pure a comportarci da cretine come al solito, è così bello non concludere mai niente e piangersi addosso.
[ma ha un senso questo post?]
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 20:34
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vorrei solo stringerTi. solo. stringerTi.
sentirTi Mio, e sentirmi Tua.
[nient'altro.]
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 00:31
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risate e sorrisi e scleri e silenzi, non manca niente.
c'è solo un promemoria, che lampeggia sul cellulare. per ricordarmi ancora e ancora tutto questo.
h.3.50: non sono mai stata così bene in vita mia.
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 21:57
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tutti quanti non fanno altro che portare via il mio posto. questa frase tratta dall'anime di Nana mi rimbomba nel cervello, sempre più insistente. pensieri random, fastidio.
sempre più Hachi, non c'è che dire.