accovacciata a terra, sigaretta sul balcone. pioggia che cade e lacrime che non riescono a scendere. fix you a riempire il silenzio. non volevo incontrarti. e invece di nuovo, tu. a farmi barcollare, a farmi camminare su cocci di vetro appuntiti. la voragine tra noi si allarga sempre di più, e il gelo dei tuoi non-sguardi e delle tue non-parole mi fa rabbrividire. toglie il respiro. mi togli anche l'aria, mi soffochi solo con la tua presenza. perchè ormai c'è solo quella, solo un esserci fisicamente. il silenzio uccide, e l'indifferenza ancora di più.could it be worse?
di nuovo. io e te. Demon&Davi. chissà se stavolta durerà di più, o se ci crolleremo di nuovo come un castello di carte alla prima folata d'aria. lui ormai fa parte del passato, spero. quindi forse è il momento di archiviare questa brutta storia anche per te. di essere di nuovo io e te. perchè nonostante tutto, ci ritroviamo sempre.
i dispiaceri non si annegano, si sommergono per un po'.
[di nuovo tu. ancora. non ti ho parlato. ti ho solo guardato, da lontano. non ho la forza, di provare a raggiungerti. non ce l'ho più.]
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 15:06
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un anno. è già passato un anno da quando mi sono lasciata alle spalle la mia vecchia vita. ho osato, ho rischiato. non me ne pento. ho trovato cose che non avrei mai immaginato, lungo il mio cammino. esperienze, giornate, persone. e le porto tutte dentro di me, le custodisco gelosamente. e ogni giorno è una riscoperta e una riconferma. e la vita di adesso mi piace, sì. nonostante gli alti e bassi non mi lamento, dopo tanto tempo. che abbia finalmente trovato il mio equilibrio?
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 20:37
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sole a illuminare i nostri sorrisi. bottiglie che si svuotano con facilità. carne alla griglia, fumo negli occhi. risate, quelle non mancano mai. e anche parlare di lui sembra più dolce, con loro. un cielo di zucchero si staglia sopra le nostre teste. anche la pioggia ha aspettato. perchè questa giornata era nostra, e nessuno avrebbe potuto rovinarla.
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 20:00
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il motivo per cui diciamo ad alta voce i nostri problemi è solo perchè speriamo che qualcuno si offra di risolverli.
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 22:09
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part two.
sei tornato. ancora una volta appari quando meno me lo aspetto. quando mi ero ripromessa di cancellarti. di provarci, perlomeno. di ignorarti, nei limiti del possibile. ma è impossibile, io non ne sono capace. tirare delle righe nette per me è quasi impossibile. e non mi piace lasciare le cose a metà. in bilico. se una cosa deve finire, esigo le parole. non può cadere tutto nel silenzio, non lo tollero. e invece eccoti di nuovo qui, al mio fianco. ma è come se non ci fossi. mi prendo in giro da sola, esibendoti come un gioiello prezioso. come qualcosa di mio. mi piacerebbe, sì. ma non è così, e non lo sarà mai. per quanto io ci provi, non riesco a toccarti. non riesco a raggiungerti. è come se non io ci fossi. tu non senti niente. non riesco a entrarti dentro. e tu invece senza volerlo l'hai già fatto. schiaffi di zucchero. pensieri avvelenati che mi incancreniscono la mente. chi si accontenta gode, dicono. sarà, ma io questo freddo gelido non lo sopporto più.
cena assieme a loro, ed è così bello riaverli vicini, dopo quella settimana di pura magia che abbiamo condiviso. risate fino alle lacrime, ricordi di attimi ormai passati che però sono incisi delle nostre menti e non se ne andranno mai. poi fuori assieme, sorridere. ma non avevo messo in programma quello che stava per succedere. ed ecco che riappari. il mio fantasma. e distruggi dolcemente tutto quello che mi ero ripromessa di fare. cancellarti. anzi, no. ignorarti. cancellarti è ancora troppo difficile. e proprio quando avevo deciso di farlo, eccoti di nuovo. c'erano almeno un centinaio di persone accalcate come al solito fuori dal locale, ma io ti ho visto subito. ho visto i tuoi occhi di ghiaccio. ed eccomi di nuovo trasformata in Hachi. scodinzolo ancora bene, vero? anche se forse un po' meno di una volta. anche io ho un limite, sai. no stai in piedi, compleanno mi dici. vino nelle tue mani. riesco a rubarti per un po'. camminare fianco a fianco. ti vorrei esporre come un gioiello prezioso. guardatemi tutti, io sono con Lui. parlare sugli scalini, lo stesso posto di più di un mese fa. ormai è nostro, almeno per me. non credo tu pensi ancora a queste cose. io sono troppo sognatrice, lo so. ed è bello vederti ridere quando dico una cosa scema. di nuovo nella folla, e tu che entri là. io che rido come una pazza guardandoti ballare ubriaco. l'alcool fa fare di tutto, davvero. rido ancora, ripensandoci. poi quella frase, detta dal tuo amico, che mi spiazza. pensavo steste assieme, sì. per come lo guardi. nodo alla gola. è notte fonda quando tutto finisce. ho ancora il tuo sapore sulle labbra. e so che è tutto fittizio, che è solo fumo che sparisce in un battito di ciglia. che è tutta illusione. ma va bene così. serata archiviata. alla prossima volta, in qualsiasi momento sarà. non voglio fare programmi, no. anche se so che inconsciamente li farò. eviterò di cercarti. perchè da quello che ho potuto vedere ieri, meno di cerco e più tu appari. e so che presto sparirai definitivamente, me lo hai detto tu. e allora che sia il caso a decidere. mi affido a lui ciecamente, non ho più altri appigli ormai.
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 20:25
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forse è l'indifferenza la mia arma. devo solo imparare a usarla. forse non è poi così difficile come credevo. non ho più la forza per rincorrere un fantasma. forse è questa la soluzione. forse.
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 21:37
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sigaretta accesa, notte, sul balcone. un gesto abituale anche in questi giorni. solo che mentre ora vedo le solite case, fino a ieri vedevo le luci di Praga. i loro visi sorridenti, le loro voci, le risate. ero partita senza sorriso. paura si rimanere... esclusa. e con il pensiero di lui, che faceva tanto, troppo rumore. ma ero decisa a non pensarci, a cercare di non rovinarmi il momento tanto atteso: la gita di quinta. e così è stato. e non poteva andare meglio di così. le interminabili ore di pullman. uno a fianco all'altro, stretti assieme. scomodissimi, stanchi, ma pieni di voglia di vivere. il primo albergo, i casini con le stanze, le birre, l'assenzio pagato vincendo in casinò con il socio. milioni di flash che si ripetono nella mia mente, immagini indelebili, fotografie colorate che brillano. Praga. le risate, lei bellissima di nuovo dopo anni di silenzio. loro, stupendi, tutti quanti, ma proprio tutti. scoprire in loro persone stupende. il socio e i nostri progetti assurdi di chiese sconsacrate e poi trasformate in locali blasfemissimi. ridere fino alle lacrime. le notti insonni con le bottiglie sempre in mano e il sorriso sulle labbra, nonostante il cibo pessimo, le chiavi smagnetizzate e le docce ghiacciate. gli scherzi assurdi fatti a chiunque, i cuscini rubati. l'ultima sera, sul Ponte Carlo, tutti sciolti come ghiaccio al sole davanti agli artisti di strada, commossi. il ragazzo con la chitarra, e tutti insieme a cantare knocking on heaven's door battendo le mani. e ho pianto, sì. ma lacrime di gioia. perchè in quel momento eravamo una cosa sola, stretti in un grande e caldissimo abbraccio. gli scleri e i deliri, le ubriacate, le corse sotto la pioggia senza ombrello. il disaagioo!!
non basterebbe una vita intera per riuscire a spiegare tutto questo, no. è arrivato così, inaspettato, e in un battito di ciglia è già finito, senza che neanche ce ne accorgessimo. ma riguardo in dietro sorridente, perchè credo che lì, quando cantavamo tutti assieme al freddo, lì credo di averla raggiunta davvero, la felicità.
Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 18:41
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And I'll hide from the world
behind a broken frame
and I'll burn forever.
brucia-di-vita
casyan
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princessparanoia
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yazagaku
oggi
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*loading* occhi si sono persi tra le mie parole insensate
in questo momento

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