ti vedo gesticolare sorridendo mentre esci dalle scale del sottopassaggio, senza dire una parola. lo fai sempre, in totale contrasto con i miei abbracci e con i miei ciaaaaooo. poi il tuo saluto, timido ma allo stesso tempo dolcissimo e brillante. mi sento sempre così insignificante accanto a te, a te che hai la Luce dentro, che la sprigioni in ogni cosa che fai, nel modo in cui ti muovi e in cui parli. un giro veloce in macchina e poi a casa, pranzare con la solita pasta al pomodoro che io ogni volta critico perchè vorrei che fosse sempre più buona. mangiamo sempre troppo, eh sì. caffè con la mia macchinetta (buono vero?), poi in camera, innumerevoli sigarette. dicevamo di non avere parole, invece avevamo così tanto da dirci che ci parlavamo sopra. sempre omettendo, sempre lasciando le cose a metà, tanto le capiamo comunque. non finiamo mai un discorso quando c'è da parlare di noi stesse. ma non ce n'è bisogno, no. perchè non osiamo spingerci oltre il limite, non vogliamo sapere troppo, ma in realtà sappiamo già tutto. dicevi che non avresti parlato, che sarei stata io, come al solito, a riempire i silenzi con la mia voce. invece stavolta le tue parole sono scivolate via con facilità, a differenza delle mie. è bello ascoltarti perchè così posso evitare di parlare di me stessa, e lo stesso vale per te, quando sono io a ricoprire quel ruolo. ridere fino alle lacrime ricordando episodi stupidi dei nostri rispettivi mondi, così lontani ormai, così diversi. eppure così lontani dal nostro essere semplicemente Noi, Nana&Hachi, proprio come c'è scritto sul tavolo del mio parco, con la data di ieri, 28 maggio 2006. è passato più di un anno ormai, da quel mercoledì di maggio quando sei entrata nella mia vita in punta di piedi, semplicemente, e l'hai sconvolta, illuminata. e per quanto i nostri mondi si stiano separando, noi siamo sempre nella Room 707, in mezzo a odore di nicotina e profumo di felicità.

[stanotte non riuscivo a dormire, no. e nemmeno tu. per quanto riguarda me, il motivo eri tu. il fatto che il giorno dopo non ci saresti più stata, a riempire il silenzio che invade la casa in questi giorni. ogni volta la tua partenza mi riempie di angoscia, perchè porti sempre luce tiepida e tranquillità, in tutto quel buio che periodicamente riappare.]

Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 19:23
link | commenti (4)


estranea. a tutto e a tutti. è curioso come più persone abbia intorno, più sola io mi senta. sì, perchè in realtà non faccio parte di niente. mi limito ad attaccarmi di qua e di là a gruppi già ben consolidati, senza mai entrarne a far parte. ma forse è solo colpa mia, della mia natura. perchè sono senza catene, impossibile da trattenere, in continuo movimento, sempre in mezzo al caos.

Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 22:47
link | commenti (1)


"Now I can see things for what they really are
I guess I'm not that far
I'm at the point of no return
Just watch me burn"

Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 16:06
link | commenti


le tue poche parole rimbombano nella mia mente. i nostri sguardi si incrociano ancora, ancora e ancora. ripetutamente. vorrei che tu fossi mio, e mio soltanto. di nessun altro.
could it be worse? sì, certo.
potrei non vivere tutto questo.

Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 16:15
link | commenti (2)


[fa male da morire, il ricordo di lui. ancora. nonostante i miei sforzi per archiviarlo, continua a mancarmi terribilmente.]

Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 23:17
link | commenti


il sole splende alto nel cielo, e l'aria profuma di primavera. il sole splendeva forte anche un anno fa. un anno. è già passato un anno da quel giorno, quando ti sono venuta a prendere al binario 2. me lo ricordo perfettamente, mi ricordo tutto. e lo farei altre 100 volte, sai? era un mercoledì, me lo ricordo bene. le parole scivolavano via leggere proprio come quell'aria profumata che respiravamo. david bowie nell'aria a fare da sottofondo alle nostre risate. ed era solo l'inizio. le camminate senza meta per le strade estive, il Parco trovato per caso e la Nostra Panchina Verde, le nostre firme in inchiostro nero. sapore di fragola, odore di nicotina. fotografie che rubano attimi di Vita, quella Vita che ci è sempre esplosa tra le mani, scintillante e colorata. lacrime e sorrisi, note taglienti come coltelli, parole amare, ma nostre. pioggia su i nostri visi sorridenti, sigarette fumate distese sull'asfalto, quando anche l'ultima stella si è oscurata e il buio avvolge ogni cosa, tranne Noi. no, perchè il buio non ci ha mai avvolto. Noi siamo Luce, e splendiamo abbaglianti, sempre. cuscini condivisi, caffè e sigarette appena sveglie. posso sentire ancora il profumo di quei momenti, l'aroma che si sprigionava nell'aria, l'odore della felicità. con Te, tutto splende, tutto.
[e lo sento ancora, quel profumo, anche nella lontananza. perchè la Tua mano è nella Mia, sempre. la sento ancora stringere forte.]

Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 21:56
link | commenti (2)


la pioggia scende incessante, ma il sole lassù da qualche parte brilla forte, e il suono della tua voce è una dolce melodia che mi allarga il sorriso sulle labbra. ascoltarti parlare, tu, neoarchitetto. dio che strano. vedere i tuoi occhi illuminati quando parli di quelle cose che tanto ami. e poi via a casa tua, chissà se per te è stato tanto strano vedermi guidare quanto è per me vedere quello che sei diventato: la persona che sei sempre stato, una persona bella, bellissima, che splende. risate, loaker&caffè macchiato (eh quello che fai tu è proprio il massimo!), parole che escono facili. e non me ne sarei mai andata, lo sai. tornare nella tua casa è stato come tornare indietro di 10 anni, solo noi siamo cambiati. ma forse siamo sempre gli stessi ragazzini scemi di tanto tempo fa. e comunque vadano le cose, resto in attesa del prossimo incontro.

Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 22:05
link | commenti


me l'ha detto anche Lei, di lasciar perdere. che mi farà solo male. e io mi voglio fidare, anche perchè ormai l'ho provato sulla mia pelle, lo so. ho assaggiato il Suo sapore, il gusto amaro del dolore, e non ci tengo a provarlo di nuovo. mi fido di Lei. la mia Davi, l'unica. ci siamo ritrovate, sì. di nuovo. il Nostro è un ciclo continuo, una storia che non finirà mai. e riaverLa, di nuovo, è troppo bello per essere spiegato a parole. vorrei davvero riuscire a farLe capire quanto, quanto è Lei per me. c'è sempre stata, nonostante tutto, e ci sarà sempre. parlare di futuro, di università e di probabili case condivise assieme, io e Lei, mi fa allargare un sorriso sulle labbra. e chi lo sa se il mio futuro è davvero con Lei. io spero di sì. Demon&Davi. ieri, ora, e per sempre.

Partorito dalla mente deviata di Hachi alle 15:41
link | commenti